Marmo A Colazione

“La vita forse finirà, ma il capitalismo andrà avanti”

In Interviste on gennaio 26, 2010 at 7:49 pm

Intervista ai Mùm in occasione del loro concerto del 26 novembre 2009 a Foligno (Pg) in Umbria.

ME: Ciao Ovrav, prima di tutto complimenti per il nuovo disco. E’ la conferma che la band ha trovato una nuova vitalità dopo il cambio di elementi all’interno del gruppo. Cosa ci dobbiamo aspettare da questo live che proporrete a Foligno?

OVRAV SMARASON: Vedrete sette persone su un palco, che suonano delle canzoni e sperano di piacere al pubblico presente il sala

ME: Vi farete condizionare da una location particolare e suggestiva come l’Auditorium San Domenico o il vostro live sarà come le altre volte?

OS: Amiamo suonare nelle location più svariate e noi ci troviamo in una posizione privilegiata che ci permette di fare i nostri concerti in ogni tipo di location, in giro per tutto il mondo…suoniamo sia nei locali che nei teatri, sia nei parchi che nelle sale concerti e anche nelle piscine vuote. Non vediamo l’ora di suonare all’Auditorium San Domenico, proprio perché è un posto che non conosciamo e non sappiamo cosa aspettarci.

ME: In genere preferite esibirvi in grandi spazi o in quelli piccoli (come in questo caso)?

OS: Dipende tutto dall’atmosfera che si crea in una serata, le persone presenti e la vibrazione del momento, la grandezza del posto non conta.

ME: Come detto “Sing Along To Songs You Don’t Know “ rappresenta una conferma della ritrovata vitalità del gruppo. Dopo Summer make Good, forse l’album meno riuscito dei mùm, il cambio di line-up sembrava sancire la definitiva fine della band e invece ha segnato una rinascita. Come interpretate questa cosa?

OS: Decisamente non voglio affermare che Summer Make Good sia stato il nostro peggior album. Ma ciò che importa è che non guardiamo alla nostra evoluzione come ad un processo lineare. Non andiamo verso una sola strada e non andiamo verso una precisa direzione, in alto o in basso, ad est o a ovest. L’unica cosa che posso dire è che a noi piace molto Sing Along to sing… e sono molto fiero di questo lavoro. In termini di energia noi abbiamo sempre avuto dei momenti bassi e dei più punti più alti, ci espandiamo e contraiamo come qualunque cosa che abbia vita e sì, hai ragione, mentre producevamo Sing Along, ci sentivamo veramente pulsanti e molto vivi.

ME: Pensate che i suoni tradizionali islandesi continuino ad influenzare il vostro lavoro? Se sì, in che misura?

OS: Credo che la musica e i suoni dei nostri dintorni, come tutte le vibrazioni della nostra terra, abbia sempre influenzato il nostro lavoro, ma non è legato in maniera specifica all’Islanda, sarebbe stato lo stesso se avessimo vissuto in qualunque altra parte del mondo. Noi prendiamo tutto ed esprimiamo tutto… perché è così che il mondo funziona.

ME: In “Sing Along to songs you don’t know” avete abbandonato la storica etichetta Fat Cat. Come mai questa decisione e se pensate che questo posso aver in qualche modo cambiato il vostro suono

OS: E’ stato proprio un peccato non essere in grado di lavorare ancora insieme. C’erano un numero di svariate ragioni per non poterlo più fare e molte di essere erano dovute alle compagnie “imparentate” con la Fat Cat, siamo ancora amici con loro. In termini di influenza sinceramente non so…si respira e si espira.

ME: Ho letto che il vostro approccio alla creazione artistica è sostanzialmente molto istintivo e non intellettuale. Non c’è il rischio in questo modo di esautorare le vostre opere e farle diventare semplici esercizi di stile? Oppure secondo voi la musica è semplicemente sensazione da assaporare?

OS: Se tu pensi che essendo più istintivi e meno intellettuali si abbia un risultato con meno contenuti e più stile, stai sopravvalutando o fraintendendo la cosa. Gli esercizi di stile sono tutti parte di un processo intellettuale, la creazione è una forza che va al di la di questo.

ME: Ragionate all’album come semplice collezione di canzoni oppure pensate sia un’opera unica?

OS: Non lo so, io sono cresciuto con gli album, e tutt’ora quando sono a casa ascolto i vinili. Così io credo che questo influenzi e colori realmente tutto quello che facciamo. Sicuramente dipende dalle prospettive, alla fine.

ME: Una domanda terribilmente banale per non essere fatta: Che tipo di influenze hanno i mùm? Quale è il vostro background musicale?

OS: Io sono influenza da tutto quello che c’è attorno a me… musica, cibo, nuoto, letteratura, film, amici, famiglia, animali, dormire, mobili, caffè, vino, birra, amore, concreto, muschio, rocce, il mare, l’acqua, i Guns & Roses, la radio, la televisione, gli stranieri, fango, pioggia, tecnologia, i tuffi, correre e ultimo, ma non in ordine di importanza, il calcio. E tutto il resto. Per quanto riguarda la formazione sono più che altro un autodidatta. Ho iniziato a fare musica sul computer dei miei genitori, ma quando sono diventato un adolescente ho comprato una chitarra con i soldi che avevo guadagnato consegnando i giornali. Nella mia vita sono stato in 30 o 40 differenti gruppi e amo suonare la musica con persone differenti.

ME: L’imminente scioglimento dei ghiacciai, dovuto al surriscaldamento globale, porterà alla fine della società moderna… cosa ascolterete negli istanti prima della inevitabile catastrofe?

OS: Ooof. Il riscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacciai sono problemi che percepiamo e sentiamo molto qui in Islanda, ed è una cosa che può farmi piangere. Ho spesso strani sogni che riguardano la fine del mondo e la cosa strana è che stranamente non è poi così male. Abbiamo scritto anche una canzone a questo proposito, “The smell of today is sweet like Breastmilk in the wind”. Una volta ho veramente sentito che è così che sarà l’odore dell’ultimo giorno Ma un’ultima cosa. Voglio lasciarti con una citazione veramente interessante. E’ presa da “The Other Day” di Salvoj Zizek a proposito l’ossessione degli uomini verso le catastrofi e della riluttanza ad affrontare il presente. “Adesso noi parliamo tutto il tempo della fine del mondo, ma è molto più facile per noi immaginare la fine del mondo piuttosto che un piccolo cambiamento nel sistema politico. La vita sulla terra forse finirà, ma in qualche modo il capitalismo andrà avanti”. Salvoj Zizek.

Le foto sono tratte dal concerto dei Mùm all’Auditorium San Domenico di Foligno (Pg), e sono fatte da Eleonora Lippi. L’evento è stato organizzato dall’associazione musicale Black Sheep.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: