Marmo A Colazione

Vorrei essere figo come Julian Casablancas

In Recensioni on giugno 9, 2010 at 11:22 pm

Julian Casablancas è la rockstar più figa al mondo. Ovviamente se si esclude Jack White che cammina proprio ad un altro livello. Proprio l’altro giorno mentre cagavo ho letto su “Rolling Stones” la recensione del nuovo dei “The Dead Weather” che recitava: “Allora. Gente. Qui tocca fare un discorso molto semplice. Jack White è uno dei più straordinari fighi che facciano musica in questi anni. E non mi riferisco a niente in particolare: non è la bellezza, non è il suono, non sono le interviste, non è il come si veste. Jack White ha la polverina sulle ali, come campanellino di Peter Pan; ha lo spasso ridente dei giusti stampato in faccia, come Jack Nicholson; ha quel modo di far per cui uno guiderebbe tutta la notte per andare a vedere il suo sudore che luccica sotto i fari. Alcuni lo chiamano carisma, ma forse non c’è una parola sola. E’ quella roba lì. E lui ce l’ha. Quella roba lì”. Un libro stampato e firmato Matteo Bordone. Difficilmente ho letto qualcosa di così lucido, forse bisogna tornare a quando il nostro Card.Bargnasco (l’esperto di testosterone di questo Blog)  su Avatar disse: “Per me è senza voto… io preferisco il cinema alle puttanate”.  Comunque dopo aver dato tutta la precedenza del caso, come forma di rispetto, a sua santità Jack White è ora di tornare al motivo principale per cui siamo qui: Julian Casablancas.

Il mio sogno è essere figo come Julian Casablancas, ci penso praticamente ogni notte, quando sono sul letto prima di addormentarmi. In quest’ultimo periodo, ho rivalutato gli Strokes dopo aver scoperto che “Room on Fire” non era così male come sembrava appena uscito. Ma non è questo il punto importante. Potrei sembrare in ritardo, ma Julian Casablancas si è imposto in una scena (quella di inizio del nuovo millennio) dove tutti si prendevano incredibilmente e vergognosamente sul serio. Di fronte a mega stage e ultra star lui è arrivato sui palchi di tutto il mondo bighellonando come un magnifico cazzone d’altri tempi. Mentre i super-gruppi sperimentavo l’elettronica come la nuova mecca della musica, ha sbattuto in faccia a quei palloni gonfiati dei vecchi riff anni ’70 con sopra una melodia irresistibile. Mentre le case discografiche cercavano di giustificare il prezzo dei dischi con artwork barocchi, gli Strokes hanno stampato un disco con un culo di donna di profilo in copertina e il loro faccioni sbattuti sul libretto. E mentre il video musicale sembrava la nuova frontiera della comunicazione dell’industria, a galleggio fra blips e Gondry, se ne prendeva gioco con dei video ultra low cost e volutamente vintage.

Nessuna balena da salvare, né no-global da pubblicizzare. Solo sano Rock n’ roll. Julian Casablancas è come un supereroe giunto fra noi per prendere a calci in culo quelle star piene di sé che dominavano la scena negli anni ’90 e che, per buona parte, sono finite uccise dai loro personaggi, che oramai vagano in un purgatorio di reunion e best of. Julian Casablancas è l’uomo più figo del mondo perché ha l’atteggiamento di chi sta sul palco perché non ha un cazzo di meglio da fare. Proprio come un ragazzino di 18 anni non sembra prendere niente sul serio, camminando per il palco, appoggiandosi con aria scocciata al microfono per concedersi al pubblico solo per alcune improvvise grida. Ed è solo in questo modo, con quella faccia da culo, che si può essere credibili cantando: “ma ti ho lasciato entrare giusto in tempo per infrangere questo cuore/anche se pensavo che sarebbe stata solo questione di una notte/era fottutamente strano”.

Negli ultimi tempi, bisogna dirlo, il nostro Julian ha iniziato a prendersi troppo sul serio fregandosi con le sue mani. Quella magnifica alchimia è morta sotto la post-produzione scellerata di “First impression of the earth”. E non è un caso se il disco è stato considerato un flop piuttosto colossale. Ma noi, con coraggio e grande cuore, continuiamo a credere in lui.

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  1. Uhm, per me Phrazes For The Young è uno dei migliori dischi del 2009 eh (e concordo con te su Room on Fire, l’ho rivalutato di recente, purtroppo all’epoca aveva “is this it” come termine di paragone, ci credo che ai più ha fatto cagare)

    • Perfettamente d’accordo con te sul paragone scomodo. Per quanto riguarda Phrazes for the Young ancora non l’ho ascoltato con attenzione. Non entro nel merito musicale, ma anche il fatto di affrontare più stili e generi in quel disco mostra un po’ il fatto che abbia iniziato a prendersi un po’ troppo sul serio. E in un discorso di stile del personaggio, non musicale, è un po’ in controtendenza con quanto lo rendeva epico un tempo…sempre secondo il discorso che faccio

  2. …e io vorrei essere così figa per stare con uno come lui

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