Marmo A Colazione

John Lennon: “Fanculo Paul e lunga vita a Youtube”

In Interviste on luglio 15, 2010 at 12:03 am

Mentre le casse gridano con forza il verso: “Well we all shine on. Like the moon and the stars and the sun”, riesco ad intrufolarmi nel nuovo, esclusivo appartamento di John Lennon e questo mi fa sentire un po’ come Jerry Levitan nel ‘69. John Lennon negli ultimi 29 anni ha condotto una vita appartata eppure la sua immagine stenta a scomparire, nonostante proprio ultimamente il suo amico/compagno/rivale Paul McCartney lo abbia superato in un sondaggio della Zogby International, che lo ha consacrato come Beatles preferito dal popolo. John è di buon umore e ben disposto nei miei confronti. Accendo il registratore e parto con l’intervista.

Allora John come ritrovi il mondo? “Non saprei dirti, da qui si ha una visione patinata delle cose. Sicuramente amo internet, è una risorsa incredibile. Ora chiunque può andare su Youtube e vedere il Two Virgins di me e Yoko. Prima era molto più difficile reperirlo…” Qua John parte in una delle sue tirate pazzesche sulla libertà legata al download della musica, la condivisione di contenuti, spazio per tutti e tutti questi luoghi comuni che l’autore dell’articolo preferisce eliminare in seguito all’istituzione del ministero contro la banalità. Pur essendo il Beatles con la carriera solista più di successo, con il tempo si ha la sensazione che a rimanere siano più la tua immagine che la tua musica? “Beh diciamolo! Buona parte delle cose prodotte da solista erano delle cagate enormi. Some time in new york city è fra le cose più piatte che potevo partorire. L’idea di fare un doppio album composto da 20 diverse working class hero era una follia. Di Walls and Bridges, Rock n’ Roll e Mind Games salvo poche cose, come Double Fantasy d’altronde, che ha avuto la fortuna di uscire poco settimane prima che quel tipo mi sparò. Ma John Lennon/Plastic Ono Band e Imagine erano due grandi dischi”. E Unfinished Music n.1 e 2 e The Wedding Album?  E’ sempre affascinante ascoltare 22 minuti di te e Yoko che vi chiamate a vicenda. “Erano degli estremi, volevo essere la nemesi dei Beatles. Ero incastrato in questo circo dove mi sentivo un gigantesco Juke-box con Paul al centro che dirigeva il tutto. E’ come quando esci da una gabbia o una galera, hai voglia di fare qualcosa di estremo per celebrale quella libertà, e questo è il senso di quelle operazioni”. Continuo a pensare che Imagine sia l’album più riuscito, parliamo di How do you sleep. Mai vista un’invettiva così diretta contro una persona (Paul). “C’è da dire che c’è stato modo per fare un chiarimento successivamente. Ma Paul era diventato un automa insopportabile. Insomma la sua carriera solista ne è la dimostrazione, sembra che il suo scopo sia diventare una sorta di piatto artigiano della musica. Solo che non riesce ad essere nemmeno quello. Insomma, è lontano anni luce da Elton John e quella sorta di caramellino alla menta che è Maxwell Silver Hammer ne è la dimostrazione. Ma non è un problema di talento, come compositore era al mio livello, era decisamente insopportabile per la sua deriva morale e culturale. Non è un caso che anche George ha partecipato alla registrazione di How do you sleep?, come è emblematica la faccia di Ringo negli ultimi due anni. Guardati “Let it be”, cristo sembra morire da un momento all’altro. E’ un alcolizzato che è in attesa che quelle dannate prove finiscano per poter tornare di nuovo al pub. Riguardo alla qualità della canzone credo sia insignificante, è veramente un pezzo insignificante ricordato solo per gli attacchi a Paul”. Quindi la fine dei Beatles non è colpa di Yoko ma di Paul? “Dare questa visione non sarebbe giusto, ma lo è ancora di meno dare la colpa a Yoko. Insomma i critici di mezzo mondo hanno criticato il White Album perché era una raccolta di canzoni di quattro artisti diversi piuttosto che il prodotto di un gruppo. Ed era vero, registravamo in stanze diverse ognuno il suo singolo pezzo, non ci siamo nemmeno messi d’accordo sulla copertina dell’album (per qu

esto è bianca) ne sulle canzoni da togliere (per questo è un doppio). Eravamo tre artisti diversi e Ringo messi insieme in una stanza costretti a convivere sotto il nome di Beatles per cercare di spremere il più possibile questo Circo. La cosa pazzesca è che è ragionevole se questo è l’intento dei discografici, mentre era l’intento anche di Paul, quale persona con un po’ di morale farebbe questo e poi darebbe la colpa a Yoko? E’  stato così per due anni e tre album, un vero martirio di veleni esploso dopo Sgt.Pepper. Ha detto qualcosa di saggio a proposito Ringo (il che è una notizia di per se ndr) “Ognuno di noi era convinto di essere dio in terra. A quel punto diventa difficile ragionare”. All’inizio della tua carriera solista sei stato molto critico con i Beatles, che giudizio dai di quello che avete fatto? “Uno scherzo molto divertente, forse come nessun’altro, fino a Help. Poi ci sono stati tre dischi assolutamente e indiscutibilmente grandiosi. Successivamente abbiamo fatto il White Album che aveva il difetto di cui abbiamo parlato sopra ma che conteneva dei pezzi comunque strepitosi, comprese alcune perle di Paul meno interessato che successivamente ad arruffianarsi il pubblico. Let it Be è un disco da buttare, mentre Abbey Road è buono ma decisamente sopravvalutato”. E vero che hai un rapporto complicato con Yesterday? “Non la sopporto più. Ogni persona che mi ferma per chiedermi un autografo mi dice “Lei è un grande cantante e Yesterday è una canzone magnifica” e io “QUELLA E’ DI PAUL, NON MIA”. Considera che una volta mi è successo in un ristorante in Spagna, c’era un’orchestra, e una volta che mi sono seduto avranno suonato 10 volte Yesterday, volevano essere gentili ma io volevo impiccarmi. D’altronde non potevano suonare Im the Warlus”. Che ricordi hai di quei tempi? “Sostanzialmente tanta superficialità. Insomma quando ci fu lo spettacolo di Ravi Shankar in america il pubblico applaudì durante l’accordatura del sitar convinto che fosse iniziato il concerto. George mi raccontò che una comune Hippy a cui era stata non era altro che un raduno di ragazzi brufolosi che voleva farsi di Lsd. Io stesso ero l’esempio massimo della superficialità in tutto quello che facevo e dicevo. Insomma come si fa a prendere sul serio uno che riconsegna l’onorificenza e il titolo di baronetto perché Cold Turkey sta scendendo dalle classifiche?”. Ma in fondo credo sia impossibile estirpare la superficialità dall’umanità. Quella rimaneva ma c’erano anche tante qualità che ora sono sparite”. Qual è la cosa che più ti ha dato fastidio in tutti questi anni? “La vendita dei diritti delle canzoni dei Beatles a Micheal Jackson e il fatto che Paul abbia fatto una causa legale per cambiare l’ordine dei nostri nomi nelle note degli autori di ogni canzone dei Beatles. Ora, in un perfetto e democratico ordine alfabetico, si legge Lennon/McCartney, lui voleva invertirli”. Come è stato morire? “E’ stato come partecipare alle session di Let it Be. In fondo penso di essermelo meritato, avevo scritto “Rolling Stones beat Beatles 4 – 0” sulla dedica dell’autografo che gli avevo fatto cinque minuti prima che mi sparasse. In verità Jagger era uno scherzo”.

 

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  1. Ottimo pezzo e Lennon come sempre rimane un grande: INSUPERABILE!

  2. ho letto un articolo su una rivista scritto da un giornalista che diceva il contrario di quel che hai scritto te.
    il giornalista in questione è Roy Connolly e ha riportato nel Sunday Times dei nastri finiti nel dimenticatoio dove John spiegava il perchè della fine dei Beatles..
    e Ric.. si scrive McCartney.. non McCarthy!!

  3. Vabbeh! Ma è ovviamente un articolo di fantasia in cui ho dato la mia opinione…era più che altro per ridere…
    Non ho certo la pretesa di sapere cosa pensava Lennon sul serio
    😉

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