Marmo A Colazione

Cosa erano gli anni ’60?

In Recensioni on settembre 16, 2010 at 10:17 pm

Mi capita continuamente di interrogarmi su cosa realmente sono stati gli anni ’60. Il mio approccio alla musica è molto confusionario e per nulla sistematico. Ad esempio oggi alle 10 stavo ascoltando il disco dei “Currensy” (in realtà al posto della “s” ci dovrebbe essere il simbolo del dollaro, ma non so come si fa con la tastiera), alle 14 il primo disco dei Wu Tang Clan, alle 20 “Different Class” dei Pulp ed ora “Pearl” di Janis Joplin. Questo mio modo casuale di procedere  probabilmente non mi farà mai capire un cazzo di musica. In particolare, rispetto agli anni 60, mi ritrovo spesso con messaggi e sensazioni contrastanti.

Se dal punto di vista musicale sono profondamente e banalmente convinto che dal ’66 al ’68 sia indiscutibilmente stata prodotta la migliore musica dell’umanità, analizzando il movimento sociale, sono sempre combattuto nel giudizio e mi sento incapace di descriverlo. In parte, ovviamente, perché non l’ho vissuto. Ma sopratutto perché sono sempre a galleggio fra due poli opposti. Un giorno sto guardando “No direction home” di Scorsese dove si respira il travolgente idealismo di quegli anni. Un altro giorno mi trovo vedere una commedia indie contemporanea dove il ’68 diventa solo una macchietta ironica. Sono a galleggio nel leggere un libro disilluso e cinico capace di svelare il peggio di ogni periodo storico dell’umanità a leggere Hunter Thompson dove ti chiedi perché sei nato in questi “cazzo di anni zero” (dopo questa citazione di Brondi sarò, giustamente, preso in giro una vita dai miei amici). Sono a galleggio nel vedere che fine hanno fatto alcuni di quella generazione e la grande integrità morale e poetica con cui Ginsberg ha vissuto fin a quando non è morto. Sono a galleggio nel chiedermi quanto sia effettivamente stato realizzato e quanto sia importante, in realtà, questa stessa domanda.  Non è tanto la difficoltà nella valutazione. Quanto nella definizione. Cosa erano quegli anni? Oggi ho forse trovato una risposta.

Credo che un bel estratto di cosa fossero gli anni ’60 lo si possa trovare nello spasmo fisico di Janis Joplin nella sua esibizione di “Cry Baby” al festival Express del 1970. All’inizio, nell’intro, un istante subito dopo il suo grido disperato.

Uno spasmo, uno slancio verso il cielo, la dinamicità di un pensiero, l’energia di un sogno e l’inevitabile terminabilità (e immortalità) dell’istante. Credo che questi siano gli anni ’60.

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