Marmo A Colazione

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Top 10: Album del 2010

In Recensioni on febbraio 10, 2011 at 10:30 pm

Non è stato un anno felicissimo per la musica. Anzi, tutt’altro. Anzi è stato un anno di merda in generale. Di sicuro non è uscito un disco capace di mostrare la strada da intraprendere e raccontarci le future tendenze del panorama. In sostanza è mancato il “Merriweather post pavillion” del 2010. Dopo aver stilato la mia personale top 10 degli album di questi 12 mesi di merda appena conclusi, per sicurezza ho vagato in alcuni siti web (si lo ammetto, l’ho fatto) per accertarmi di non aver dimenticato nulla. Da una navigata veloce emerge chiaramente che più o meno tutti si rifanno ad un gruppo di 30 dischi, a dimostrazione del fatto che, lo si voglia o no, quello che il 2010 ha prodotto è sotto gli occhi di tutti e ci si può inventare poco. In ogni caso, pur nella sua fogna fumante molti dischi, quà nel paese del frastuono selvaggio, hanno dato soddisfazioni immense (come non citare l’epico ritorno di Sufjan Stevens?) . Ma ecco la top 10:

10. Tallest Man on Eart – The Wild Hunt

 

 

 

 

 

 

 

 

A tratti imbarazzante per come copia senza alcuna decenza Dylan, ma come non apprezzarlo?

 

9. Titus Andronicus – The Monitor

 

 

 

 

 

 

 

 

 L’ho già detto e lo ripeto: Ascoltare i Titus Adronicus è come imbottire di cocaina Conor Orbest dei Bright Eyes e vedere cosa succede.

 

8. Caribou – Swim

 

 

 

 

 

 

 

 

 Citando il citato Bob Dylan: “Cervello anfetamina cosmica”

 

7. Ariel pink’s haunted Graffiti – Before Today

 

 

 

 

 

 

 

 

 Sintesi eclettica del collage multimediale da cui nasce la mia generazione. Frammenti, imitazioni e genialità pop. Il disco, inoltre, suona davvero rosa.

 

6.  Gonjansufi – A Sufi and a Killer

 

 

 

 

 

 

 

 

 Prendete un fricchettone qualunque con un po’ di talento e fategli fare un viaggetto al largo dei bastioni di Orione.

 

5. The National – High Violet

Sbattete la vostra testa sul finestrino di un treno in viaggio. Diventate un cliché vivente e capite chi siete.

 

4. Deerhunter – Halcyon Digest


 

 

 

 

 

 

 

 

Dio benedica Bradford Cox.


3. John Grant – Queen of Denmark

Che cazzo succede? Perché sono nel 1969 e John Cale è seduto sul mio divano?

 

2. Sufjan Stevens – The Age of the

 

 

 

 

 

 

 

 

 Superman è tornato. Senza compromessi e pronto a salvarci dalla nostra noia quotidiana.

 

1. Flying Lotus – Cosmogramma

 

 

 

 

 

 

 

 

 Autocitandomi: “Ascoltare questo disco è come attraversare gli anelli di Saturno a bordo della Discovery, fumando della ganja olandese insieme ad Hal 9000″.

 

Sì. Per quanto mi riguarda “Cosmogramma” è il miglior disco del 2010. Volete sapere il perché? Andatevi a rileggervi la recensione che avevo fatto (https://theflyingclubcup.wordpress.com/2010/07/16/tanto-tempo-fa-in-una-galassia-lontana-lontana-veniva-registrato-cosmogramma-di-flying-lotus/).

E voi? Quali sono i migliori dischi del 2010 secondo voi? Quanto volete insultarmi per queste scelte?

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Fuochi d’artificio

In Pillole on febbraio 3, 2011 at 7:09 pm

Spiegare quanto sia importante la musica nella mia vita è un casino. Se siete come me è difficile riuscire a comunicare che cazzo accade alle vostre vene quando arriva quel particolare istante di una canzone che amate. Quel particolare dettaglio. Quel particolare modo di cantare quella particolare parola. Ma ora credo di aver trovato un modo per spiegare al mondo intero cosa intendo. Nel video qua sotto, un live di “Fireworks” degli Animal Collective, al minuto 3.35 la telecamera inquadra la prima fila del pubblico. A sinistra si può vedere un ragazzo paffutello moro con una maglietta azzurra, che canta la canzone. Ecco. Quel ragazzo che non conosco mi emoziona, perché muovendosi riesce a spiegare quello che provo io.

Ammassati addosso ad una transenna, isolati da un esercito di persone con la quale riuscite comunque a condividere una catarsi generazionale. Unici fra migliaia di puntini nella vostra sensazione. La poesia che rimbomba nel vostro cuore come una cazzo di bomba atomica. Il non sentirsi, per un attimo, lo sfintere di questo mondo. E poi la condivisione… ecco cosa amo della musica. Quel ragazzo paffutello in prima fila.