Marmo A Colazione

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Cinque pensieri troppo illuminati per diventare status di Facebook

In Pillole on aprile 19, 2012 at 11:08 am

Ecco cinque pensieri prodotti dalla mia testa mentre espletavo fondamentali bisogni biologici, che sarebbero stati sprecati come status di Facebook in quanto troppo illuminati:

1. Mario Monti non esiste, in realtà non è altro che Dylan Baldi dei “Cloud Nothings” tornato indietro dal futuro con una delorian lasciata per sbaglio ad Hill Valley e l’almanacco dello sport sotto braccio. Una volta nel presente non è riuscito a convincere il se stesso giovane a conquistare il mondo, così ha deciso di farlo da solo, partendo dal popolo più stupido del pianeta.

 

2. I “Da Hand in the Middle” sono senza ombra di dubbio il miglior gruppo attualmente presente sul territorio nazionale e questo memorabile scambio di battute con Povia, avvenuto sul profilo Facebook ufficiale del cantante milanese, sta lì a dimostrarlo:

3. Il fatto che “Feels” sia alla posizione numero quattro di un’ipotetica classifica dei dischi degli Animal Collective, comprova, senza possibilità di replica alcuna, come ogni critica mossa nei confronti del collettivo di New York non è altro che la manifestazione di una disabilità mentale da parte di chi apre bocca

4. Per un sacco di tempo ho sentito parlare di Mussolini, solo ora ho capito che in realtà ci si stava riferendo al tipo che si è inventato il Bungee Jumping, solo che era così stupido da farlo a due metri e mezzo da terra.

5. In Italia capisci il target di pubblico a cui un discografico intende rivolgersi, dalla scelta o meno di far indossare il cappello al musicista che propone. L’unica scelta di marketing fatta in questo paese si basa sull’equazione: “Lo ascolteranno al primo maggio : Mettigli un cappello = Lo ascolteranno al “Mi ami” : fagli crescere le basette e spettinagli i capelli”. Probabilmente il motivo per cui non amo i gruppi italiani è perché ascoltandoli puoi capire senza difficoltà se indosseranno un capello nella foto promozionale.

 

Bestiario delle parole oscene utilizzate da Capovilla per spiegare perché ha cancellato il profilo di Facebook

In Pillole on aprile 12, 2012 at 9:06 am

Pierpaolo Capovilla ha cancellato il profilo di Facebook. Di per sé, il semplice fatto che Pierpaolo Capovilla avesse un profilo di Facebook era una cosa drammaticamente patetica. Il fatto che ci giunga notizia che abbia deciso di chiuderlo, è ancor più decadente. Ma, come se non bastasse, il buon oste di Venezia ha ben deciso di motivare tutto con una simil-lettera da egocentricoparrucconevecchiounculo che tocca lidi di patetismo assolutamente inarrivabili. E non solo per la natura del fatto in sé, che ovviamente basterebbe: scrivere una lettera per spiegare le ragioni che hanno portato alla cancellazione del profilo di Facebook è una roba che farebbe ribrezzo anche al “Venerdì” di Repubblica. Ma sopratutto per il lessico guzziantiano utilizzato.
Ecco quindi un “bestiario” delle parole oscene utilizzate dal Capovillano nel suo angosciante scritto da vecchiounculo:

“vita reale”, “interlocuzione”, “possono essere certamente utili”, “scambio di idee”, “politica”, “democrazia”, “libero scambio”, “altrettanto”, “farci incontrare”, “invece di unire, dividono”, “democrazia 2”, “tempo prezioso”, “vita vera”, “affetti”, “virtualità della rete”, “contatto diretto”, “filo diretto”, “un suggerimento o una critica”,“moralmente riprorevole”, “malincuore”, “mi riprometto”, “mantenere”, “relazione diretta fra noi”, “non produce discussione”, “chiacchiericcio”, “..in mano a pochissimi soggetti economico/politici”, “pluralismo nell’informazione”, “i media dettano l’agenda”, “nostro vocabolario”, “villipesa”, “desiderio sociale di riscatto”, “ho creduto e credo ancora che la rete potesse…”, “contro potere”, “il sentiero da percorrere è ancora lungo..”, “voglia di cambiare questo paese”, “più uguale e più giusto”, “irta di ostacoli”, “valga la pena di essere combattuta”.

Non ci resta che chiudere con una frase intera, una vera e propria chicca:
“Non mi duolgo per coloro che hanno tentato e tentano di intromettersi nell’amministrazione delle mie pagine: è non soltanto illegale, ma moralmente riprovevole”.

Il conformistevole divano della Dandini è già pronto.

Il testo completo quì (http://www.sentireascoltare.com/news/3516/cervelli-in-fuga-pierpaolo-capovilla-abbandona-facebook.html) nel sempre prolifico “Sentireascoltare”