Marmo A Colazione

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Primavera Sound Festival 2012 – Day Two: Report

In Recensioni on giugno 4, 2012 at 1:07 pm
  • Black Lips girano per il forum cazzeggiando a bordo di una delle Golf Car dello staff. Cole Alexander è vestito alla stessa maniera per il terzo giorno consecutivo (e due concerti). Il sole fa il resto. 
  • A vedere i Milk Music c’è Matt Mondanile che approva, come gran parte dei presenti. 
  • Quella del festival non è la dimensione di Dirty Beaches ed appare evidente dopo pochi istanti. Resta il fatto che da etero, vorrei scoparmi Zhang ogni volta che si trova su un palco
  • Una valanga di emozioni con i Girls travolgono la mia persona. Con fiori sul palco e coro gospel, armeggiano il pomposo con tocco delicato reinventando lo shoegaze. Concerto top della giornata.
  • I The Cure non invecchiano e questo è un dato di fatto, ma durano troppo e mi fanno perdere War on Drugs e Wavves
  • Sante Trippetta pensa che i Mayhem siano il “pop ai tempi di Ken Shiro”
  • Ho paura di morire durante il pogo selvaggio dei Trash Talk  che sul palco son splendidi da vedere. Premio decibel selvaggio.
  • Si è bevuto tanto e inizio a non capire più nulla. Con i The Drums si balla come pazzi e accanto a noi c’è un tipo completamente fuori che a dorso nudo tira birra alla gente e si guarda il concerto seduto sulle spalle dell’amico. Cose belle.
  • Capisco ancora di meno durante i Rapture , ma sembrano non rendersi conto di quanto sia importante una chitarra distorta nella loro musica, visto che come gruppo funk in sè, non son considerabili. 
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Primavera Sound Festival – Day One: Report

In Recensioni on giugno 1, 2012 at 12:46 pm
  • I Black Lips stanno a sopresa fuori dal Parc le Forum. Fottuti Gesu’ Cristo in terra. Cole Alexander smette di fare un assolo per prendere al volo e bere una birra che gli viene lanciata dal palco. Teorici del nulla.
  • I Purity Ring aprono degnamente il mio festival, anche se non si riesce a credere nemmeno per un istante a Megan James
  • Gli Ice Age sconcertano per la loro bruttezza
  • Il bassista degli Archer of Loaf sembra il boss finale del primo stage di Final Fight. Pose, mossette e basso specchiato fanno il resto.
  • Death cab for cutie Penso, sinceramente, che Ben Gibbard non abbia le physique du role per fare quello che fa. Ma poi.. cosa fa?
  • Sono convinto che Beirut sia vittima di un complotto, non so da chi orchestrato, ma ne fanno parte anche dei miei amici. In ogni caso sono soddisfatto di averlo visto due volte in concerto prima che diventasse completametne mainstream
  • The XX ovvero: l’arte del coitus interruptus*. Oliver Sim potrebbe essere: A. Il Barry White dell’indie. B Jamie Stewart senza un’adolescenza travagliata
  • The Oh Sees sono forse il miglior gruppo del primo giorno. Sono magnifici come le bretelle di Petey Dammit: I nipoti buoni e normali (?) di Josef Fritz.
  • Faccio in tempo a vedere Asap Rocky solo fare stage diving e gridare YO YO a ripetizione fra la gente mentre dal palco giungono suoni di sirene e spari.
  • I Japandrois, manco fossero dottor Phibes, riesumano morti viventi alle tre di notte che si ritrovano a fare del brutale stage diving. Premio decibel selvaggio assegnato anche quest’oggi
  • The Field. C’ero? Non c’ero?

* cit. by Kaitarn

La pessima qualità di quest’articolo è determinata nell’ordine da: Incapacità cronica nella scrittura/una tastiera straniera/le condizioni pietose.