Marmo A Colazione

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Sondaggio: Quale è la frase più Hipster detta durante il Dancity? (Ovvero: Il mio fighissimo report del festival)

In Recensioni on luglio 10, 2012 at 11:20 am

Buongiorno. Ecco a voi una serie di frasi terribilmente Hipster uscite fuori durante i due leggendari giorni del Dancity Festival ai quali sono miracolosamente sopravvissuto. Pensandoci bene, non sono certo di essere sopravvissuto. Quella attuale potrebbe essere una fase di transizione nel quale il mondo che mi circonda non è altro che una proiezione della mia vita e ho l’occasione per fare qualcosa di veramente buono per poter meritare di entrare in paradiso. Ho deciso di puntare tutto su questo sondaggio super figo nel quale eleggeremo la frase più Hipster di tutta l’edizione 2012 del festival di Dancity. Posso assicurare sulla veridicità degli enunciati esposti, anche perché in molte di queste ero (guardacaso) l’interlocutore, ma, ovviamente, non posso rivelare i nomi degli autori di tali meraviglie.
Ecco a voi le nove frasi più Hipster del Dancity festival 2012:

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Creparci

In Pillole on luglio 5, 2012 at 6:48 pm

Martin Scorsese, a seguito di un periodo di depressione e di totale immersione nel lavoro, finì in ospedale a pezzi moralmente e fisicamente. Il regista racconta come fra le persone che lo andarono a trovare e gli consigliarono di darsi una calmata ricevette la visita di Federico Fellini, che gli diede una pacca sulla spalla e gli disse: “Continua così amico, crepaci”.

Ma andiamo con ordine. Il Dancity Festival, recentemente definito da Raffaele Costantino su Musicalbox  (con una metafora per nulla Radical chic) “Come il piccolo negozio sotto casa con le cose buone e di qualità”, è una rassegna dedicata alla musica alternativa che si svolge nella mia città, un agglomerato di ostilità di 50mila persone. Grazie all’impegno e la passione dei componenti dell’associazione (e questa non è retorica ma realtà) è riuscita a ritagliarsi uno spazio assolutamente incontestabile nel panorama italiano. Il festival è talmente benvoluto dai politici locali che oltre a riservargli briciole di anno in anno, è stato costretto a cambiare location ogni edizione. Un politico (dell’estrema sinistra ovviamente) lo ha recentemente definito “una manifestazione di drogati”, dimostrando una grande apertura mentale. Ma d’altronde stiamo parlando di persone che utilizzano ancora le parole “compagno”, “piazza” e “drogati” per l’appunto. Ma tutto ciò è bene, se una cosa fa schifo (e resta incomprensibile) a vecchi e politici, vuol dire che si sta facendo un buon lavoro, in caso contrario è da preoccuparsi.

Guardando la Line up di quest’anno si prova una strana sensazione di leggerezza nel cuore. E la si prova per il coraggio evidente mostrato dall’associazione nella selezione degli artisti. Potrebbe scappare anche una lacrima se contestualizzato all’interno del decadente deserto culturale che è attualmente il panorama concertistico italiano. Un’anticamera dell’inferno dove camminano solo i soliti quattro nomi nostrani, dinosauri che non vendono più dischi come un tempo e si inventano side project per girare un po’ e pagarsi la manutenzione della piscina e zombies di ogni genere riesumati dall'(in)glorioso panorama italiano di fine anni ’90. Si tratta di una vera e propria apocalisse intellettuale e la colpa è solo di promoter ed organizzatori. Il risultato? Un pubblico sempre più ignorante. Tanto per evitare che mi si dica di parlare del nulla, porto l’esempio di quello che è il festival “rock” più importante della regione, il Rockin’Umbria, che quest’anno nella sua line up ci presenta: Patti Smith, Afterhours e Marky Ramone dei Ramones.

La favola più bella del Dancity è quella riguardante l’annullamento del concerto di Ralf & Florian dei Kraftwerk (i vecchiunculo che raschiano il barile di cui parlavamo) + Atom ad un mese dall’evento. Il sostituto è Nicolas Jaar. Una scelta quasi suicida per una rassegna delle dimensioni del Dancity (che poteva ripiegare in altri dinosauri dalla facile risonanza), ma di un grande coraggio intellettuale di un’associazione culturale che dimostra di stare sul pezzo (Jaar ha recentemente suonato al Moma di New York), con il tipico artista che (dopo l’uscita di “Space is only Noise”) nel nostro paese avrebbe potuto risuonare solo al Mit e a Milano. Perché questa è una proposta culturale, ed è questo che ci si aspetta faccia un’associazione che porti tale nome, piuttosto che puntare sulla sua ossessiva sopravvivenza personale inseguendo disperatamente il biglietto staccato in più.

E allora tenetevi le vostre reunion dei 99 Posse, io domani e dopodomani me ne vado a crepare a quel festival di drogati in questo paesello di montagna.

info: http://www.dancity.it/festival/index.html